- Sciogliere sale in 200 g di acqua tiepida a 25°C; in 50 g di acqua aggiungere due bustine di zafferano.
- Mescere la semola di grano duro (500 g) in una planetaria, lavorare all’impasto con la velocità minima, versando alternativamente l’acqua salata e quella con zafferano.
- Continuare a lavorare manualmente per renderlo omogeneo, fino a ottenere un composto elasticamente compatto ma non appiccicoso.
- Far riposare l’impasto avvolto in pellicola per 30 minuti, poi ritornare la pasta a temperatura ambiente.
- Prendere pezzi di pasta e stenderli in cilindri di 5 mm di diametro, tagliarli a tronchetti da 1,5 cm.
- Usare un rigagnocco (setaccio in legno): con il pollice pressare la pasta lungo il bordo del manico, facendo scorrere il gnocco sulla superficie, spolverizzare subito con semola per cospargere gli spicchi.
- Lasciare asciugare i malloreddus su un vassoio coperto da un telo, almeno due ore, evitando l’umidità per evitare che si aggrovigliano.
- Cuocere in abbondante acqua saleggiata, a bollore vivace, rimanendo 3-5 minuti (pronto quando nuotano in superficie).
- Servirli con sughi tradizionali come ragù di salsiccia, oppure salse pomodoro, guarnendoli con pecorino sardo fresco.
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